Il presidente ha dichiarato di non aver ancora deciso: per l’allenatore servirà mantenere il ritmo per mettere in difficoltà la dirigenza
Arrivati a metà aprile, la stagione del Torino e della Serie A entra nella sua fase conclusiva. Le ultime sei partite, distribuite in questo mese e mezzo finale, serviranno ad alcune squadre per raggiungere gli obiettivi stagionali, mentre ad altre offriranno soprattutto indicazioni utili in vista della prossima stagione. In casa Torino, ad esempio, il tema principale riguarda la conferma o meno di D’Aversa in panchina. L’ex tecnico di Empoli e Lecce ha avuto il merito di subentrare in corsa in una situazione delicata, riuscendo a risollevare una squadra che, con Baroni alla guida, arrivava da una sola vittoria nelle precedenti otto partite.
E in una fase cruciale, in cui Cairo ha spiegato di non avere ancora deciso per la nuova stagione, certamente D’Aversa può giocarsi le sue carte.
L’impatto di D’Aversa
Analizzando il suo operato dal punto di vista dei risultati, D’Aversa ha finora ottenuto probabilmente il massimo: vittorie contro Lazio, Parma, Pisa e Verona, e sconfitte contro Napoli e Milan, rispettivamente seconda e terza in classifica, pur offrendo una grande prestazione a San Siro.
Con il passare del tempo, però, il tema della semplice reazione – della rottura rispetto alla gestione precedente – tende a perdere peso. Non è un caso che esistano molti allenatori abili nel dare una scossa a stagione in corso, ma meno efficaci quando si tratta di impostare un progetto fin dall’inizio, tra preparazione atletica e lavoro sul lungo periodo.
Le avversarie delle ultime sei partite stagionali
Da qui a fine stagione, quindi, D’Aversa sarà chiamato a dimostrare di poter rappresentare una scelta credibile anche in ottica progettuale, e non solo come traghettatore in un momento di difficoltà. Le ultime sei sfide contro Cremonese, Inter, Udinese, Sassuolo, Cagliari e Juventus forniranno risposte importanti in questo senso.
Quello che non dovrà accadere è assistere a un finale come quello dello scorso anno: quel Toro nelle ultime sette partite aveva perso cinque gare.
Resta da capire, inoltre, se il tecnico riuscirà a mantenere l’elevata media punti fin qui registrata, pari a 2. Un dato molto alto, soprattutto se confrontato con la migliore media della sua carriera su un campione significativo – 1,50 punti a gara – ottenuta nella sua prima esperienza sulla panchina del Parma tra il 2016 e il 2020.

Fare la torta al posto della moglie.
Beh, anche battere la Juve all’ultima gionata in casa
Speriamo la prossima sia senza quel personaggio alla presidenza. Dell’ allenatore mi importa poco o niente